Cibolento: percorsi tra cultura e gusto

Cibolento Slow Food 2017, una rete, un borgo

Un piccolo grande mondo, un’isola felice dove il navigatore approda per dissetarsi e rigenerarsi. Cibolento è un concentrato culturale unico nel suo genere.
Un acceleratore di sensazioni e conoscenza che è mosso non solo dai produttori del cibo ma anche dai consumatori. La cultura, si sa, è tutto ciò che è creato dall’uomo. E in questo caso dal produttore e dal consumatore.
Perché “il cibo che siamo, se davvero siamo ciò che mangiamo, è una rete: chi lo coltiva, chi lo vende, chi lo prepara”.
Cibo ed uomo al centro di storie, narrazioni, esposizioni, musica.
Melodie, sapori e parole che ci narrano di un territorio, che ci proiettano in piccoli borghi, laddove nasce il cibo e cresce la cultura dal seme della tradizione.

Cibolento Slow Food 2017, navigare tra i borghi

Come accade nel Sannio, dove Antonio Autore produce cioccolatini che troviamo in oltre 14 nazioni, ma che affondano le radici nelle nostre terre, perché come dice lo stesso Autore “riscriviamo la tradizione per diffondere le tipicità di un territorio. Guardiamo al futuro senza dimenticare da dove veniamo”.
Da un borgo ci spostiamo all’altro, arrivando nella piccola Laurino, dove Franco Fiasco, con “I Sapori della mia Terra”, porta in giro pane e pasta fresca di qualità. Il segreto? Per Fiasco “sta tutto nelle materie prime”.
Itineriamo nel Cilento per ascoltare la “storia d’amore” di Umberto Iuorio, produttore della Birra Fruma. Una love story per la birra che oggi prosegue con un “birrificio itinerante”, non potendo produrre nel loro piccolo impianto.
Approdiamo a Rutino per degustare il vino di Alfonso Rotolo ed ascoltare le sue parole: “Ma quale noia! Se sperimenti sempre e con amore, non ti stanchi mai”.
Ci dirigiamo a Campagna, dove Fiorello Iuorio, insieme a due cugini, si occupa della produzione di vini con la sua “Casula Vinaria”, l’azienda che si fonda sui vigneti di famiglia, nel rispetto della tradizione.
Rotta poi verso Postiglione, dove Ciro Macellaro della Tenuta Macellaro, tra le altre cose, ci parla del progetto volto a riportare tra noi l’antica coltivazione di vite “Aglianicone”.

Cibolento Slow Food 2017, il nostro borgo

Dialoghi, note e sguardi che scorrono e si intersecano proprio come una rete.
Parole e sapori che ci fanno scoprire borghi dal gusto antico.
Il tutto in un “borgo” d’eccellenza pronto a trasformarsi nel borgo di Cibolento ancora per una notte: il Royal Hotel,
Ed ecco che le tavolate diventano piccole piazze dove dialogare con i produttori; le esposizioni un angolo dove riflettere su cultura e concetti, tradizioni e modernità; gli interni dei sentieri dove ritrovare il profumo della natura nelle parole e nei gesti di autentici artigiani del cibo; la piscina una vera e propria agorà dove l’intero borgo sintetizza sé stesso come meglio sa fare: con musiche, racconti, volti.